CANTAUTORE – MUSICISTA – PIANISTA

Davide Talucci (Artista)
Ha studiato per sei anni musica classica da privatista e dopo altri cinque anni di conservatorio si è laureato in pianoforte jazz; ma non è stato solo un lungo periodo di sacrifici, durante questo percorso ha avuto modo di fare tante conoscenze, eseguire numerosi concerti, vivere esperienze incredibili, frequentare corsi, masterclass e confrontarsi con molti maestri.

PURA FOLLIA – IL SUO PRIMO ALBUM
Davide Talucci – Album Pura Follia
Maryjoe – 2:32 Davide Di Giuseppe (batteria), Francesco D’Alessandro (basso), Paolo Di Berardo (chitarra elettrica), Antonio Cupaiolo (chitarra dodici corde), Vincenzo Di Carlantonio (fisarmonica), Davide Talucci (tastiere & voce) – (2017)
Il falsario – 3:51 Davide Di Giuseppe (batteria), Francesco D’Alessandro (basso), Paolo Di Berardo (chitarra elettrica), Fabrizio Ginoble (Hammond), Sabatino Matteucci (sax contralto), Davide Talucci (tastiere & voce) – (2013)
Ti eleverai – 4:05 Davide Di Giuseppe (batteria e batteria elettronica), Francesco D’Alessandro (basso), Fabrizio Ginoble (Hammond), Sabatino Matteucci (sax contralto), Letizia Scaringella (voce & direzione corale), Freedom Songs Choir (coro), Davide Talucci (tastiere & voce) – (2017)
Paris mon amour – 3:33 Andrea Marcantonio (batteria), Marco Di Natale (basso), Luca Ettorre (chitarra elettrica), Matteo Maria Mariani (violino), Davide Talucci (tastiere & voce) – (2013)
Adam Darlington – 3:24 Andrea Marcantonio (batteria), Marco Di Natale (basso), Luca Ettorre (chitarra elettrica), Matteo Maria Mariani (violino), Davide Talucci (tastiere & voce) – (2013)
La luna non è sola – 3:39 Andrea Marcantonio (batteria), Marco Di Natale (basso), Luca Ettorre (chitarra elettrica), Vincenzo Di Carlantonio (fisarmonica), Davide Talucci (tastiere & voce) – (2012)
Un fallito – 3:07 Andrea Marcantonio (batteria), Marco Di Natale (basso), Luca Ettorre (chitarra elettrica), Matteo Maria Mariani (violino), Davide Talucci (tastiere & voce) – (2024)
Pura follia – 3:57 Paolo Mazzoni (batteria), Francesco D’Alessandro (basso), Antonio Cupaiolo (chitarra elettrica e acustica), Vincenzo Di Carlantonio (fisarmonica), Davide Talucci (tastiere & voce) – (2014)
L’album, uscito l’8 agosto, vuole essere una fotografia di alcuni momenti della sua vita che vanno dal 2012 al 2022 e che ci teneva ad immortalare. Non può dire che qualcuno gli abbia dato la risposta su quale fosse la strada giusta da seguire per scrivere canzoni o per vivere di musica, può soltanto affermare, senza alcun rischio di smentita, che continuare a studiare per crescere in quello che ti piace fare non è mai sbagliato e molto probabilmente, spesso, porta a qualcosa; questo album ne è un esempio.
Davide dice …
PS Non sogno il successo, ma di scrivere una canzone bellissima che non si potrà fare a meno di ascoltare! Eh niente…ci sto ancora provando. Continuerò a studiare e a sfornare singoli con cadenza abbastanza regolare spero!

DAVIDE E I BEI RICORDI
Questo album rappresenta il motivo per il quale ho iniziato a fare il musicista…A 11 anni i miei genitori intuirono, per una serie di atteggiamenti, che provavo una forte attrazione nei confronti della musica. Ad esempio, mi capitava di rubare la pianola Bontempi di mia sorella per ascoltare e fare finta di strimpellare quelle fantastiche canzoncine che partivano quando premevi un pulsante a caso; inoltre, quando ascoltavo la musica, non riuscivo proprio a rimanere fermo. Così decisero di regalarmi una batteria e iniziai anche a prendere delle lezioni. Anche se non è diventato lo strumento con il quale oggi mi esprimo, devo ammettere che ha avuto comunque un ruolo fondamentale per me. Durante il periodo delle medie ricordo che ascoltavo tantissima musica e mi piaceva scoprire generi sempre nuovi e diversi. Ho ascoltato davvero di tutto: Dance, Elettronica, Rap e altri generi ed artisti che nei primi anni del 2000 le persone più grandi di me mi facevano scoprire, portandomi anche a numerosi concerti. Poi è arrivato il periodo delle superiori in cui, oltre ad approfondire la cultura riguardo il Cantautorato e il Pop italiano, ho iniziato ad ascoltare il Rock e il Metal di artisti stranieri. Insomma non avevo un genere di riferimento, pensavo solo ad emozionarmi spingendo con forza le cuffiette nelle orecchie. Durante quegli anni altri avvenimenti mi spinsero ad entrare ogni giorno di più nell’ambiente musicale. Uno di questi era lo spettacolo della scuola che ogni anno dovevamo mettere in scena. In quel contesto iniziai a cantare e collaborare per l’organizzazione di vari eventi e scoprii che mi piaceva tantissimo, ma soprattutto si posero le basi per la nascita di una band che da lì a poco avrebbe influenzato ancor di più le mie scelte di vita. Da lì in poi realizzai che il mio sogno sarebbe stato quello di scrivere una canzone bellissima che potesse rimanere nella storia, come quelle che ascoltavo e mi facevano emozionare; ma il fatto di non saper suonare e cantare era un aspetto che dovevo risolvere poiché, fino a quel momento, mi ero certamente divertito ed emozionato con la musica, ma non l’avevo mai studiata seriamente. Così, finite le superiori, mi iscrissi all’università. Frequentavo il corso di economia aziendale e, parallelamente, prendevo lezioni di pianoforte. Un giorno, di ritorno da una lezione, dissi a mia madre che sentivo il bisogno di fare una scelta e che avrei voluto dedicarmi completamente alla musica. Mia madre mi appoggiò dicendomi: <<Qualsiasi cosa tu voglia fare promettimi che la farai seriamente e con il massimo impegno>>.Mi comprò un pianoforte verticale e mi portò dal miglior maestro della zona. Da quel giorno in poi la musica ha riempito sempre più momenti della mia vita, trasformandosi gradualmente e senza accorgermene, in un vero e proprio lavoro. Dal momento in cui ho iniziato a studiare canto, pianoforte e la musica in generale, qualcuno mi mise in guardia dicendomi: <<Guarda che ci vorranno almeno dieci anni per imparare a suonare e, dopo tutto questo tempo, ti accorgerai che avrai ancora un’infinità di cose da imparare>>. Era vero, ma l’incoscienza e la presunzione di un ragazzo non appena ventenne, che ringrazio immensamente, mi diede la forza per affrontare questo percorso di crescita incredibile che è tutt’ora in corso di svolgimento. Ho studiato per sei anni musica classica da privatista e dopo altri cinque anni di conservatorio mi sono laureato in pianoforte jazz. Non è stato solo un lungo periodo di sacrifici, durante questo percorso ho avuto modo di fare tante conoscenze, eseguire numerosi concerti, vivere esperienze incredibili, frequentare corsi e masterclass e confrontarmi con molti maestri. Questo primo disco vuole essere una fotografia di alcuni momenti della mia vita che ci tenevo ad immortalare ed è anche per questo motivo che ho voluto mettere l’anno di ‘’nascita’’ di ciascun brano presente nell’album. Non posso dire che qualcuno mi abbia dato la risposta su quale fosse la strada giusta da seguire per scrivere canzoni o per vivere di musica, posso soltanto affermare, senza alcun rischio di smentita, che continuare a studiare per crescere in quello che ti piace fare non è mai sbagliato e molto probabilmente, spesso, porta a qualcosa; questo mio primo album ne è un esempio. Buon ascolto e grazie per dedicarmi parte del Vostro tempo!
